Uno spagnolo su cinque è a rischio povertà. Lo confermano i dati diffusi
dall’Istituto di statistica europeo, l’Eurostat, che tra i ventisette
Paesi colloca la Spagna al terzo posto, dopo Bulgaria e Romania e poco
prima della Grecia. La sequenza dei numeri iberici è tinta di rosso:
12,4 milioni di persone sfiorano la soglia dell’indigenza, stringono la
cinghia sui beni di prima necessità e soffrono le difficoltà del mercato
del lavoro. Cioè il 27% della popolazione (quattro punti sopra la media
europea).

“In sostanza ci sono più persone che stanno male rispetto agli altri
Paesi dell’Ue”, spiega José Manuel Caballol, direttore della Rete di
supporto all’integrazione socio lavorativa (Rais). Senza contare quel 4%
che quella soglia minima l’ha superata da un pezzo. Loro non possono
permettersi di pagare un affitto o un mutuo, di far fronte alle spese di
riscaldamento, di mangiare carne o pesce ogni due giorni, di avere una
macchina, una lavatrice, una tv, perfino un cellulare. Non sono certo le
vittime di un terremoto o di una tsunami in qualche lontano Paese
orientale. Ma cittadini costretti a bussare alle porte delle Ong che da
sempre hanno finanziato.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012...ere-in/437102/


Forte recessione, disoccupazione al 26%, seicentomila persone che non
hanno accesso alle cure sanitarie. I numeri e le notizie che arrivano
ogni giorno da Atene parlano chiaro: la spirale debiti-tagli-aiuti ha
fatto della Grecia un territorio che, più che di Bruxelles, sta
diventando sempre più di competenza delle grandi organizzazioni
umanitarie internazionali. Quelle, cioè, che sono tradizionalmente
attive nel cosiddetto “sud” del mondo, mentre nel “nord” operano
prevalentemente a sostegno dei migranti o con campagne di
sensibilizzazione e raccolta di fondi per poter operare.

E’ il caso di Medici Senza Frontiere (Msf), la più grande
organizzazione medico-umanitaria indipendente al mondo creata da medici
e giornalisti in Francia nel 1971 che per missione “fornisce soccorso
umanitario in più di 60 paesi a popolazioni la cui sopravvivenza è
minacciata da violenze o catastrofi dovute principalmente a guerre,
epidemie, malnutrizione, esclusione dall’assistenza sanitaria o
catastrofi naturali”, come ricorda il sito italiano dell’associazione
che sottolinea che “in tutti i paesi in cui Msf è operativa, sono in
corso una o più crisi: guerre, epidemie, malnutrizione, esclusione
dall’assistenza sanitaria o calamità naturali”.

Categorie che riguardano anche la Grecia, specialmente ora che il terzo
memorandum siglato con i creditori internazionali rappresentati dalla
....ka ha stabilito il taglio di risorse miliardarie nel comparto
sanitario (meno 40%).

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012...ntiere/447804/